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Nero come la morte. Tutto ha inizio e si chiude con la morte. E nel mezzo le malattie. La malattia di vivere. La malattia di morire. Grande racconto sottotono e sottoterra. Ridicoli e fatui. I ricordi si asciugano fino a rimanere solo semplici parole, sole: qualche nome, il culo dell’amante, i figli che non ti parlano più, l’ex moglie paralizzata. Il fratello invincibile. E i due genitori. I soli ricordi che hanno fisionomia sono quelli da bambino. La vita è agghiacciante per la severità con cui ci punisce. I particolari nitidi illuminano la strada del tramonto di un uomo. Tra letti d’ospedale e rimpianti, tra il funerale del padre e l'affetto della figlia fedele. Fino all’epilogo. Nel sonno.

Pubblicato il 22/2/2007 alle 16.11 nella rubrica Diario.

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